Davide Tosti come oggetto avanzato-1di Giuliano Orlando

Marzia imbattibile. Era la più attesa e non ha tradito la speranza di  confermare la sua superiorità in Europa. Il torneo femminile in Marocco, intitolato a Mohammed IV, è alla stretta finale dopo cinque giorni di incontri a ritmo sostenutissimo. Nella giornata in cui due nostre portacolori, la Calabrese (48) e la Severin (+81) dovevano sopportare la sconfitta, di fronte alla bulgara Sevda Asenova, argento europeo in carica e dalla plurititolata mondiale ed europea la magiara Maria Kovacs, contro cui perse in finale a Bucarest, in virtù di una esperienza decennale, la buona notizia la fornisce Marzia Davide, la salernitana inossidabile, 34 anni e non sentirli, sette titoli italiani dal 2002 in avanti, un argento mondiale nel 2002,  due europei  a distanza di dieci anni: 2004 e 2014, l’allieva dello Sporting Center di Salerno ha centrato anche il bersaglio marocchino. Per farcela ha vinto quattro incontri in altrettanti giorni. Battendo nell’ordine la magiara Szabina Szucs, la francese Mestina Mona, l’altra transalpina Rostan Marie e infine la più quotata bulgara Stanimira Petrova, presente alle maggiori manifestazioni internazionali, bronzo al recente torneo Ahmed Comert di Istanbul, superata dalla russa Liliya Ayetbayeva vincitrice anche in finale ai danni della francese Marine Rostand. Poker d’oro per Marzia. Complimenti e tanta fiducia e i prossimi mondiali.                          

Nei turni precedenti, la Calabrese (48) si impone sulla locale Ibtissam Haiboubi, campionessa nazionale, altrettanto era per la Gordini che dopo due sconfitte, interrompeva la striscia negativa superando la spagnola Eva Maria, puntando al podio. Pollice verso per Francesca Amato (69) di fronte alla gallese Lauren Price in crescendo, stessa sorte per Cristina Mazzotta (75) che non conferma le speranze di una prova soddisfacente per giustificarne la partecipazione ai mondiali in Corea, Battuta da Khadija Mardi, molto tenace negli attacchi ma non certo un fenomeno. La leccese è apparsa troppo indecisa, denunciando la mancanza di esperienza. Debbono ancora combattere nei 60 la Marenda contro la magiara Csombor, l’Alberti (64) e la Mazzotta (75) entrambe di fronte ai due egiziane, Elsaed Abdellah e Sshour Hassan. Dal risultato dipende la posizione finale, in particolare per la Alberti che potrebbe ancora vedere il podio da terza.

Emanuele Renzini si è detto molto felice per l’oro della Davide, anche se qualche verdetto l’ha digerito male. “Aspettiamo gli ultimi risultati, comunque la Calabrese è a podio, come la Severin. Per le altre determinante l’ultimo confronto. Facendo presente che questo torneo è in funzione ai mondiali che inizieranno fra poco meno di un mese, quindi il top della condizione dobbiamo raggiungerlo in quelle date, non adesso”.

Di Alfredo