LizziVincenzo Lizzi, 18 anni, è nato a Fuscaldo e proviene dal Team di Ercole Morello, che sembra divertirsi nella sua palestra a sfornare campioni, come se fosse merce comune. Vincenzo è uno di quel gruppo anche se attualmente è iscritto con la Forestale. Ha già un record consistente, ma sembra essere uscito allo scoperto da circa due anni, diventando una pedina fondamentale per i 69 kg. della Nazionale Youth senza clamori, un po’ come c’è da aspettarselo da un carattere tranquillo come il suo. Intanto oltre agli Assoluti Youth ha intascato un bronzo alle Olimpiadi Giovanili di Nanchino, dopo averne acquistato il diritto piazzandosi al terzo posto ai Mondiali di Sofia.

 

Come hai iniziato, con quale società, perché il pugilato ?

“Ho iniziato all’età di 8 anni, nella palestra di mio zio, per via di un infortunio al ginocchio che mi ha costretto (per fortuna) a lasciare il calcio”.

Cosa fai nella vita?

“Mi sono diplomato quest’anno con 100 e adesso mi sono iscritto alla facoltà di economia. Faccio anche parte del Gruppo sportivo Forestale, ma il mio obiettivo principale, oltre a cercare di emergere nel pugilato, è quello di portare a termine gli studi”.

Il tuo rapporto con la Nazionale…

“I maestri sono sempre comprensivi e disposti ad aiutarmi. Sanno bene quali sono le esigenze dei giovani e mi hanno permesso anche di recuperare con la scuola. Stiamo portando avanti un bel progetto insieme, speriamo di riuscire a raccoglierne i frutti in un prossimo futuro”.

Qual è stata pugilisticamente parlando la delusione più amara ?

“La delusione più amara è stata la sconfitta in finale ai campionati italiani schoolboys nel 2010 contro Francesco Maietta. Ero campione italiano in carica, lui era “alle prime armi”, pensavo di stravincere ed invece non è stato così. Da quella sconfitta sono cambiato, ho tolto quel velo di presunzione che mi stava avvolgendo. Ho capito che nel pugilato non esistono i campioni imbattibili, si può vincere e si può perdere con chiunque”.

Viceversa qual è stata la più grande soddisfazione?

“La più grande soddisfazione è stata sicuramente la conquista della medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici giovanili. Però devo ammettere che un’altra grandissima soddisfazione è stata la vittoria dei Campionati Italiani Youth del 2013. Partivo da sfavorito e di fronte avevo forti avversari tra cui il titolare della nazionale Scannapieco. Quando ci ripenso mi viene la pelle d’oca”.

Come ti definisci tecnicamente parlando?

“Mi definisco un fighter, cerco sempre la medio-corta distanza cercando di prendere il centro del ring. Tecnicamente ho ancora molto da imparare, ma sto lavorando per migliorare”.

Hai  qualche hobbies?

“Adoro andare a caccia con mio padre. Quest’anno, finalmente, ho anche preso il porto d’armi. D’estate invece vado a pescare con mio nonno e mio zio”.

Segui altri sport?

“Sono un appassionato di sport in generale. Li seguo quasi tutti, soprattutto quando gareggia l’italia. Sono anche un tifosissimo della Juventus”.

Cosa ti dà il pugilato?

“Devo tutto al pugilato. Questo sport, al contrario di quanto pensi la gente, forma il carattere delle persone soprattutto dei ragazzi. Credo che grazie alla rigidità che impone il pugilato sono maturato prima rispetto agli altri adolescenti. Non so quanti ragazzini di 13 anni abbiano la forza di andare a letto digiuno. Solo i pugili e chi pratica sport in cui bisogna fare il peso capiscono di cosa si tratta”.

Sei superstizioso?

“No. E’ la prima cosa che mi ha insegnato mio zio Ercole (il mio maestro). Lui mi disse :” se sei superstizioso non puoi fare questo sport”. Ogni tanto scherzando con gli amici dico di esserlo, ma non c’ho dato mai nessuna importanza”.

Ti piace leggere, se si… quali letture?

“Mi piace leggere ma devo ammettere che non lo faccio spesso. Leggo prevalentemente i libri che devo studiare  perché imparo cose nuove che sono fondamentali per sapersi “difendere” in questa società”.

Ti piace più apprendere su un libro o su internet?

“Oggigiorno internet a mio avviso è molto più esaustivo di un libro. Sul web è possibile apprendere da più fonti che forniscono una più vasta quantità di notizie”. 

 (Al. Br.)

Di Alfredo