I denigratori della nostra boxe sono serviti. Gli scienziati del “so tutto io e gli altri non capiscono niente” sono serviti. Ci ha pensato Devis Boschiero con la sua prestazione a Tokyo a contraddirli. Un episodio isolato? Non mi sembra viste le ultime prestazioni di Leonard Bundu, Brunet Zamora, Simona Galassi. Abbiamo anche atleti di classifica mondiale come Emanuele Della Rosa, Daniele Petrucci, Domenico Spada, Gianluca Branco, Silvio Branco, Giacobbe Fragomeni. Abbiamo altri che aspettano il loro turno come Marsili, Blandamura, Signani, Ernesti, Modugno, Di Rocco, Di Luisa, Ndiaye, Nicchi, Ballisai ecc.

 Qualcuno deve fare i conti con l’anagrafe, ma ci sono altri che hanno tutte le carte in regola per non deludere. Noi siamo esterofili di natura e ci facciamo prendere da entusiasmo quando vediamo le sfide con protagonisti americani, messicani, portoricani, orientali, ma dobbiamo cominciare a capire che non ci sono più in giro fenomeni, per cui i nostri ragazzi se la possono giocare, bisogna solo dare loro fiducia, facendogli fare una buona attività. Non è facile, il materiale ce l’abbiamo, ma non lo sappiamo.
Passiamo al match valevole per il titolo mondiale dei  superpiuma WBC. Il verdetto non unanime che ha dato la vittoria al pugile locale Takahiro Aoh sul nostro Devis Boschiero è stato accolto con una certa freddezza dal pubblico presente. Il giudice Hongtongkam  e Ford  hanno assegnato 115-113 per il giapponese, mentre  l’americano  Ian John-Lewis aveva visto vincitore l’italiano con  116-113 . La disamina del match è di una semplicità disarmante guardando le immagini che ci ha proposto SportItalia. Il veneto ha vinto in maniera chiara tutti i round dall’ottavo al 12mo round. Il 10mo e 11mo round sono stati un incubo per giapponese sull’orlo del crollo. L’allievo di Freo ha tenuto l’iniziativa per buona parte vincendo anche la quarta ripresa. Per Aoh c’è stata prevalenza nel 5-6-7mo round. E quando il pubblico giapponese stava pregustando la vittoria del loro pupillo, usciva invece prepotentemente Boschiero. Che dire? Se non il fatto di aver assistito all’ennesimo furto.

Foto da REUTERS/Toru Hanai

 

Di Alfredo

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