Lomasto F. Lomasto Francesco Lomasto in palestra come oggetto avanzato-1 Lomasto alla TLBFrancesco Lomasto (+ 22, – 13, =3), 24 anni, insieme al fratello Vincenzo è diventato in poco tempo uno dei pezzi pregiati della Phoenix Gym. Origini napoletane il giovane sembra aver inglobato bene le caratteristiche di due regioni, Campania e Lazio, da sempre protagoniste nel mondo della boxe. Francesco nell’ultimo anno sembra aver trovato la sua dimensione e soprattutto ha effettuato quel salto di qualità che lo vede tra i migliori nei 64 kg. in attesa di giocarsi la carta regionale per gli Assoluti di dicembre. Lomasto è un giovane dal carattere aperto, senza peli sulla lingua, pronto ad ammettere i suoi errori e altrettanto pronto sul ring a ribaltare con la sua aggressività situazioni difficili.

Ci parla delle sue origini pugilistiche…

“Sono entrato in palestra quattro anni fa si può dire per una rivincita di vita. Stavo facendo troppi casini, qui ho trovato una via d’uscita. Ho trovato la luce. Grazie anche ai miei maestri sono sulla buona strada. Ho messo piede qui dentro e non lo voglio levare”.

Il giorno più amaro e la più grande soddisfazione?

“Per me forse il giorno più amaro è quando ho perso in semifinale ai regionali.Non so se meritavo oppure no, però so di aver dato tutto e all’annuncio del verdetto ci sono rimasto male soprattutto per la fatica, l’impegno che ci avevo messo insieme al maestro in una sorta di progetto. Però ci siamo detti che ci saremmo rifatti. La più grande soddisfazione si ha sempre quando vinci, difficile fare una selezione del più e del meno”.

L’avversario che ti ha più impressionato?

“Io sono caratterialmente umile, però non ho trovato nessuno che mi abbia impressionato”.

Tu hai partecipato alla Talent League, come giudichi questa esperienza?

“E’ stata indubbiamente una bella esperienza, ho incontrato gente forte, gente quotata di altre regioni, però ho sempre vinto quando ho partecipato. Una bella soddisfazione”.

Hai qualche interesse fuori dal ring?

“Io faccio una vita tranquilla. Pratico questo sport per una mia rivincita, per trascorrere una vita migliore. Non lo faccio per guadagnare, lo faccio per me e per diventare qualcuno”.

Diventare qualcuno nella vita o nello sport?

“Tutto. Se diventi qualcuno nel pugilato è importante, ma se diventi qualcuno nella vita è di più”.

Il pugilato ti aiuta?

“Sì, dipende anche che persona sei”.

Il tuo pugile preferito?

“ Ce ne sono tanti, che magari li associo un po’ a me. Per esempio Arturo Gatti e Roberto Duran: dei guerrieri. Il pugile se la deve conquistare la vittoria”.

Hai trovato qualcuno che ti ha dato più filo da torcere?

“Chi sale sul ring, sale per vincere. Poi chi la spunta la spunta. Magari alla resa dei conti ti accorgi che non è stato così difficile. A mente fredda posso dire di non aver incontrato nessuno migliore di me. Lo troverò, lo batterò, lo sfiderò, non lo so”.

Chi è più bravo tra te e tuo fratello Vincenzo?

“ Abbiamo due stili differenti. Io un guerriero, lui è più tecnico. A me piace la battaglia”.

Nella vita che fai?

“Attualmente con un contratto trimestrale faccio l’operatore ecologico qui a Pomezia”.

Il tuo exploit migliore?

“Per ora non ho vinto alcun torneo, sono sempre arrivato lì, ho assaporato, ma non ho mai mangiato fino alla fine. Non so se per colpa mia oppure no”.

Il pugilato lo segui pure al di fuori?

“No per niente. Mi interessa solo sapere quando combatto io. Non sono un patito”.   

(al. br.)

Di Alfredo