Germano Valsecchi ci ha lasciato all’età di 75 anni. Aveva fatto il suo esordio dilettantistico nella Spartacus di Milano. Tra i puri fu sconfitto nella finale degli Assoluti del 1968 a Cecina da Damiano Lassandro. Esordì tra i professionisti nel 1970 ottenendo una bella serie di successi, ben 17, per cui lo si volle provare contro un pugile esperto come il portoricano Luis Vinales., che veniva da due sconfitte con Benny Briscoe. Il match si svolse a Milano e fu interrotto al V round a favore dell’americano. Il lombardo aveva buone qualità, compreso una discreta potenza, ma le sue doti di incassatore lasciavano a desiderare. Il suo manager era Umberto Branchini, che ne capì il valore e ne condusse la carriera con più prudenza. Valsecchi era consapevole dei suoi limiti, si prese anche la sua bella rivincita con Vinales. Il suo peso oscillava tra i superwelter e i medi. Allorchè infilò tre sconfitte consecutive ad opera di Mohatar (due volte) e Lassandro, sembrava che la sua carriera fosse finita, ma non fu così. Dopo una brillante vittoria  su Jean Claude Warusfel, ebbe l’opportunità di battersi per l’europeo dei medi con Angelo Jacopucci, salito alla ribalta con la brillante vittoria su Bunny Sterling. Valsecchi sovvertì i pronostici degli esperti e superò il pugile di Tarquinia. Che la sua vittoria non fosse un caso lo dimostrò con la successiva difesa europea accettando di incontrare il temibile danese Poul Knudsen nella sua tana a Randers. Ottenne la vittoria prima del limite bypassando le difficoltà di un verdetto ai punti. A sbarrargli il cammino, purtroppo, arrivò l’inglese Alan Minter, che si dimostrò troppo forte vincendo alla quinta ripresa. Il match si svolse a Milano e nonostante la breve durata Valsecchi non demeritò contro il futuro campione del mondo. Dopo questo match la sua carriera fu altalenante fino al 1977 quando si ritirò con un record di 41 vittorie, di cui 26 prima del limite, 6 sconfitte e un no contest.

Di Alfredo