di Adriano CISTERNINO
apa-enrico-e-lucio-maggiore-fpi.jpgDue ori, un argento e un bronzo come mai nella storia. Ma lo straordinario successo degli azzurri di Damiani sul podio dei mondiali di Chicago è stato accompagnato da un altro finalista passato un po’ in sordina ma che a suo modo ha completato il successo della nostra spedizione nella capitale dell’Illinois. La quinta medaglia azzurra porta il nome di Enrico Apa ed è l’arbitro italiano che ha accompagnato la spedizione capeggiata da Franco Falcinelli.

Napoletano, 47 anni, insegnante di educazione fisica, Apa è stato a Chicago uno degli undici arbitri che hanno avuto il privilegio di arbitrare una finale, avendo diretto il match-clou dei 64 chili che ha visto consegnare l’oro al kazako Sapiyev e l’argento al russo Kovalev. E non è finita qui, perché nella serata conclusiva l’uomo in bianco venuto dall’Italia è stato chiamato come giudice di sedia per altri due incontri, la finale di 51 chili vinta dallo statunitense Warren, e quella dei 69 che ha visto trionfare Andrade, altro atleta Usa. Un utilizzo a tempo pieno, insomma, nella serata conclusiva dei campionati, il che la dice lunga sulla valdità e sull’apprezzamento che ha goduto la “camicia bianca” italiana sin dalla prima giornata dei campionati.

apa-enrico-con-maria-scarelli.jpg“E’ stata una gran bella soddisfazione – sottolina con legittimo orgoglio l’interessato – specialmente se si tiene presente che siamo partiti in settanta nella fase eliminatoria e poi la lista si è progressivamente assottigliata, di giorno in giorno, in base alle valutazioni scaturite dalle rispettive prestazioni di ciascuno, fino ad arrivare alla serata finale in venticinque, di cui soltanto undici hanno arbitrato, mentre gli altri sono stati utilizzati solo come giudici.”
Le eliminatorie, in pratica, hanno gradualmente selezionato non solo i pugili, ma anche i giudici-arbitri in rapporto ai meriti dimostrati sia sul ring che nel pigiare le macchinette. In finale dunque sono arrivati quelli giudicati più bravi e più in forma. Come dire, insomma, che Apa rappresenta un po’ la quinta medaglia vinta dalla spedizione italiana ai mondiali. Ed è una medaglia importante perché il “referee” napoletano sarà quasi certamente l’arbitro italiano che fra meno di un anno accompagnerà la nostra spedizione alle olimpiadi di Pechino. L’eccellente prestazione di Chicago, in pratica, ha ufficialmente qualificato anche lui per le olimpiadi insieme a Picardi, Valentino, Russo e Cammarelle. E come i nostri quattro medagliati, anche Apa si presenterà a Pechino con il simbolico podio conquistato ai mondiali per aver meritato la finale.

Di Alfredo

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