Emiliano Marsili è stato sul punto di compiere quello che a prima vista poteva sembrare un miracolo, ma col senno del poi si è rivelato la conferma del valore di un grande campione che fino al momento dell’interruzione aveva lasciato ammutoliti i numerosi spettatori. Alla ripresa dell’VIII round l’arbitro accortosi dell’infortunio alla spalla del nostro pugile si avvicinava all’angolo dicendo di non perdere tempo. Massai e Spagnoli avevano una frazione per decidere che più di così non si poteva fare. Un abbandono che liberava gli inglesi da una sorta di incubo. Fino a quel momento la differenza di età e di altezza non si erano notate minimamente se non a parti invertite. Il match si è acceso subito con uno scambio mozzafiato e con la sensazione che il “Davide” italiano poteva anche farcela. L’inglese dal canto suo non riusciva con il suo smisurato allungo a tenerlo lontano e a distanza ravvicinata doveva incassare montanti e ganci a velocità incredibile. Ma non era solo così, perché oltrettutto il civitavecchiese ben piantato sui piedi incassava con facilità le reazioni e le iniziative dell’avversario. La strada sembrava quella della disfatta per Gavin Gwynne, alla lettura dei cartellini due giudici avevano in vantaggio Marsili. E’ finita così una trasferta accompagnata dalla sfortuna, ma con la consapevolezza di aver dimostrato al mondo cosa significa la vera boxe. Gwynne è il nuovo campione d’ Europa, ma Marsili è apparso come il vincitore morale e lo dimostravano gli applausi del pubblico inglese presente alla York Hall di Londra.

Di Alfredo

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