Giorgia Scolastri (+ 4, – 2), 25 anni, fa parte di quel gruppo di ragazze che Francesca Giordano, regina della sintesi, chiama outsider. Ragazze imprevedibili e se in giornata capaci di rivoltare qualsiasi pronostico, darle sconfitte è un rischio. Stanno là tranquille in attesa di tirare fuori gli artigli. Messa così sembrerebbe che l’allieva di Aurelio Pili abbia un aspetto feroce, ma è tutt’altro con un volto tranquillo e gentile, capelli alla maschietta e un sorriso comunicativo quando infrange la barriera della timidezza.

Come sei arrivata alla boxe?

“E’ avvenuto circa quattro anni fa per caso. Prima di allora avevo fatto sempre nuoto e pallanuoto. A un certo punto mi sono stancata e ho deciso di cambiare totalmente. Sono entrata in una palestra vicino a dove abito, la MMA Boxing Center a Torrevecchia. L’approccio è stato buono e mi è piaciuto sempre di più. All’ inizio l’ho fatto a livello amatoriale, poi ho intensificato gli allenamenti e mi sono iscritta tra gli agonisti”.

A casa hai avuto problemi?

“A casa in verità sono contenti. Hanno accettato tranquillamente questa mia decisione. Mia madre viene quasi sempre ad assistere ai miei incontri, non si impressiona, sta sempre in prima fila e fa il tifo. Una volta sono riuscita a far venire mio padre, ma lui è un po’ più restio. Dice che non gli fa un buon effetto vedermi combattere”.

Come consideri l’esperienza dell’ International Woman Boxing League e del Gruppo Laziale?

“Una gran bella esperienza, perché ti fa crescere in generale. Ti dà uno stile di vita, di educazione. Ho avuto la possibilità di conoscere altre ragazze, di socializzare. E’ bello perché partecipiamo ad uno sport che abbiamo scelto in tutte le sue sfaccettature”.

Che fai nella vita?

“Faccio l’infermiera in una casa di riposo”.

Quindi ci sono pazienti anziani, sanno che fai il pugilato?

“ Ogni tanto arrivo con qualche livido, mi chiedono cosa è successo e quando vengono a sapere che faccio la pugile si meravigliano che io, così piccola, faccio uno sport così duro. Però finisce là”.

La casa di riposo è retta per caso da suore?

“Si ma la boxe a loro non dispiace, non ne parlano male”.

Sei fidanzata?

“No. Esco da una storia durata 10 anni, quindi per il momento i ragazzi li ho un po’ accantonati”.

Il tuo colore preferito?

“Il verde, la speranza. E’ un colore che mi è sempre piaciuto e così pure l’azzurro”.

Il momento più bello e quello più brutto?

“Il momento più bello è quando sono salita sul ring la prima volta. Il momento più brutto è quando in allenamento non riesco a fare quello che mi dice il maestro. Per me è una delusione grande”.

Hai fatto per caso sport da combattimento?

“Ho iniziato con la Kick, poi mi sono quasi subito appassionata alla boxe, anche perché le gambe non erano il mio massimo”.

Cosa ti ha dato il pugilato?

“Mi ha fatto maturare a livello personale, mi ha fatto conoscere come sono realmente, a mettermi a confronto con gli altri”.

Parli a casa di pugilato con tua madre?

“Si e qualche volta lei si meraviglia come non mi sia ancora stancata ad andare così spesso in palestra”.

Tra internet e la carta stampata cosa scegli?

“Non sono un’appassionata di internet, preferisco leggere su carta, riesco ad approfondire meglio argomenti che mi interessano”.

 (Al. Br.)

Foto di Luigia Giovannini

 

Di Alfredo