di Giuliano Orlando

CIVITAVECCHIA. Le previsioni della sfida tra l’imbattuto campione mondiale IBO superpiuma Michael Magnesi (21) e lo sfidante messicano Denny Contreras (24-12-1) che assicuravano grande spettacolo tra due picchiatori, sono state mantenute e addirittura superate. Il pubblico, in un Palasport al completo, non finiva più di applaudire i due guerrieri del ring. Al campione di casa riconfermatosi alla grande, dimostrando ulteriori miglioramenti tecnici e tattici, che gli hanno permesso di vincere per KOT al quinto round, ma pure allo sconfitto, coraggioso e generoso, anche se non è mai riuscito a mettere in crisi un Magnesi superlativo. Il pugile venuto da Guadalajara, si era presentato con una percentuale di vittorie per KO, impressionante. Ben 22 su 24 successi. Tutto questo non è bastato, semmai ha dato una nuova dimensione al romano di Fondi, dopo questo risultato. Merito del suo maestro di sempre, Mario Massai che ha avuto l’intelligenza di non stravolgere l’indole battagliera del pugile, ma di migliorarla con pazienza e costanza. Oggi Magnesi è una macchina da guerra ad alto livello e giustamente guarda al futuro in grande.                                                               Il match, come da previsione non ha avuto fasi di studio. Magnesi partiva meglio, anticipando il messicano forse impreparato ad un rivale così veloce e preciso, oltre che mobile. Si svegliava nella seconda e trovava bersaglio, in particolare col gancio sinistro cattivo e pesante portato a ripetizione. Magnesi li evitava in gran parte, muovendosi sul tronco e ripartendo all’attacco. Comunque il messicano si confermava tipo pericoloso, replicando con veemenza. Non che Magnesi facesse da spettatore, ma doveva impegnarsi per arginare e rispondere. Nella quarta ripresa il miglior tasso tecnico del campione trovava la risposta giusta. Contreras sotto la tempesta di colpi sopra e sotto, iniziava a calare il ritmo e le repliche. Nel quinto round l’epilogo in apparenza, forse imprevisto, Contreras si lanciava all’assalto e Magnesi lo centrava col gancio destro d’incontro al bersaglio alto, determinante per scuoterlo e farlo scivolare al tappeto. Coraggiosamente l’ospite si rialzava e riprendeva a combattere, ma il destro successivo spegneva tutte le resistenze e bene faceva l’arbitro Di Giustino a fermarlo, pochi istanti prima che dall’angolo del messicano venisse firmata la resa.                    Una vittoria di sostanza, importante per una sempre migliore quotazione nel ranking. I frutti si sono visti subito. Il suo manager Davide Buccioni, tramite il promoter Lou Di Bella che ha l’opzione di Magnesi per l’estero, ha ottenuto di farlo combattere il 5 giugno allo stadio di Melbourne, in Australia, in occasione della prima difesa mondiale leggeri del locale George Kambosas jr (20) 28 anni, origini greche reduce dalla clamorosa vittoria su Teofimo Lopez (19-1) sul ring di New York il 27 novembre a New York, al quale ha tolto le cinture WBA, WBO e IBF. Nell’occasione avrà di fronte l’imbattuto californiano David Haney (27), 23 anni, cresciuto all’ombra di Floyd Mayweather, professionista del 2015 a soli 17 anni, campione per il WBC dal 2019, quando è passato con la Matchroom di Eddie Hearns, che ha vinto la concorrenza di molti pretendenti. Davide Buccioni è soddisfatto per la grande prova del suo protetto: “In molti sostenevano che Contreras fosse troppo rischioso, per essere uno sfidante volontario. Ma io conosco Michael da quando era novizio, la sua volontà e la voglia di migliorarsi, cosa che avviene quando affronta e batte avversari di qualità. Il risultato lo dimostra e anche quando combatterà a Melbourne il 5 giugno, sarà una difesa tosta, ma anche l’occasione per farsi conoscere in una nazione dove ci sono molti australiani di origine italiana, che diventeranno suoi tifosi”.

Magnesi a sua volta non si sorprende del successo: “Col maestro Massai abbiamo studiato le caratteristiche del messicano che ha boxe violenta ma alcune lacune in difesa, come quella di abbassare le braccia dopo gli attacchi e infatti il mio destro è scattato dopo i suoi assalti. Sono partito senza esagerare, convinto che a gioco lungo, la mia precisione avrebbe fatto la differenza. Come infatti è avvenuto. Il pubblico ha dimostrato il suo affetto e lo ringrazio. Adesso inizio la preparazione per la trasferta in Australia. Ringrazio su tutti Davide Buccioni, per questa grande opportunità. Combattere davanti a 50.000 spettatori sarà un’emozione indimenticabile. Da parte mia farò il possibile per realizzare il sogno della vita: diventare campione del mondo di altre sigle. Sto crescendo incontro dopo incontro. Se convincerò nel match a Melbourne gli stessi organizzatori avranno tutto l’interesse a ripropormi in altri appuntamenti”. 

Tutto questo senza escludere un ritorno a casa. A Civitavecchia l’organizzazione ha offerto una serata di grande impatto spettacolare, grazie alla partecipazione sia della BBT Boxing Team di Davide Buccioni, dalla A&B Events di Alessandra Branco, la collaborazione col contributo della FPI e dell’Advisor Artmediasport, oltre al patrocinio del Comune di Civitavecchia. Una fattiva alleanza che potrebbe allargarsi qualora Michael Magnesi salisse nelle quotazioni, come ha fatto dal 27 novembre 2020 a Fondi, conquistando il mondiale IBO, spedendo KO al quinto round il datato ruandese Patrick Kinigamazi, residente in Svizzera, che non conosceva sconfitte dal 2012, nel corso di una carriera iniziata nel 2006 a 23 anni. Il titolo, in quel momento era vacante, dopo che Shavkatdzhon Rakhimov (15), nato in Tajikistan, nazionalizzato russo, mancino dal pugno pesante, campione dal 2017, cintura difesa tre volte, l’aveva lasciata volontariamente nell’aprile 2019. Il 16 novembre 2019 a Londra se la contesero l’inglese Alex Dilmghani (19-1-1) e Francisco Fonseca (26-3-2), del Nicaragua. L’incontro si concluse in parità, al termine di una sfida intensa, lasciando la cintura ancora vacante. L’IBO scelse Kinigamazi e Magnesi, che risolse il confronto con una micidiale serie al corpo. Il 23 aprile 2021 a Zagarolo nella difesa volontaria contro il sudafricano Khaniyle Bulana, imbattuto e altissimo, fu ancora più sbrigativo, vincendo per KO alla prima ripresa. Lo scorso novembre, prima esperienza negli USA, negli studi Paramount di Huntington, contro il filippino Eugene Lagos, superato per KOT al terzo tempo, sia pure con un brivido, al primo round. Statisticamente, Magnesi ha riportato in Italia un mondiale, che mancava dal 2016, quando un altro romano, Giovanni De Carolis (28-9-1), 38 anni, ancora in attività, conquistò la cintura WBA supermedi il 9 gennaio sul ring di Offenburg, battendo il tedesco Vincent Feigenbutz (32-3) ko all’11° round, difendendolo il 16 luglio a Preuzlauer Berg, sempre in Germania, pareggiando contro Tyron Zeuge (24-1-1). Purtroppo, a distanza di quattro mesi, il 5 novembre 2016 a Postdam, dovette cederlo allo stesso Zeuge, che si impose per ko nell’ultimo round, con la situazione in equilibrio. Quattro anni dopo, l’impresa di Magnesi, diventato il 31° italiano campione del mondo riconosciuto dalla federazione. Per evitare confusione, come fanno siti che le agenzie riportano, senza cognizione di causa, i campioni del mondo italiani sono stati: 1) Primo Carnera, 2) Mario D’Agata, 3) Duilio Loi, 4) Sandro Mazzinghi, 5) Tore Burruni, 6) Nino Benvenuti, 7) Sandro Lopopolo, 8) Bruno Arcari, 9) Carmelo Bossi, 10) Franco Udella, 11) Rocky Mattioli, 12) Vito Antuofermo, 13) Loris Stecca, 14) Patrizio Oliva, 15) Gianfranco Rosi, 16) Sumbu Patrizio Kalambay, 17) Maurizio Stecca, 18) Francesco Damiani, 19) Valerio Nati, 20) Massimiliano Duran, 21) Mauro Galvano, 22) Giovanni Parisi, 23) Silvio Branco, 24) Vincenzo Nardiello, 25) Michele Piccirillo, 26) Emiliano Marsili, 27) Stefano Zoff, 28) Cristian Sanavia, 29) Giacobbe Fragomeni, 30) Giovanni De Carolis. Ho inserito Marsili, che quando vinse il titolo per l’IBO, la FPI addirittura lo squalificò per alcuni mesi. Dopo il ripensamento federale, l’IBO è sigla è riconosciuta, quindi anche Emiliano Marsili merita il posto tra i campioni del mondo italiani.                                       L’altro beniamino di casa, il tarquinese Christian Gasparri, 22 anni, già titolato nei dilettanti, che supplisce alla scarsa potenza con una base schermistica di ottimo livello, raggiunge l’ottava vittoria, la più importante, che gli vale il mondiale IBO youth leggeri, battendo nettamente il colombiano Santiago Garces (4-1-3), 19 anni, sui dieci round, grazie alla velocità e mobilità delle gambe, che gli hanno permesso di evitare gli assalti del rivale. Vince anche l’ex campione italiano e del Mediterraneo WBC, salito nei superwelter Vincenzo Bevilacqua (18-1), new entry nel team Buccioni, che domina il georgiano Sandro Jajanidze (10-25-1), 27 anni, attivo in Italia avendo incontrato Falcinelli, Goddi e lo stesso Bevilacqua nel maggio 2016 a Roma. Purtroppo il mancino romano rimedia una ferita, che non ci voleva, avendo già fissato a breve un altro incontro, che forse dovrà rinviare. Mantiene l’imbattibilità il supermedio Yuri Lupparelli (10), 33 anni, superando senza problemi l’altro georgiano Giorgi Kandelaki (12-46-3), veterano di 37 anni, attivo dal 2011, che si era presentato con una novità, dopo 19 sconfitte consecutive, iniziate nel 2017, lo scorso marzo ha vinto un match nella sua Tbilisi. Contro Lupparelli ha ripreso la via delle sconfitte. L’ex tricolore massimi, il romano Luca D’Ortenzi (15-2), 33 anni, reduce dalla sconfitta rimediata a Magdeburgo contro Roman Fress (15) kazako residente in Germania, ha vita facile contro lo stagionato ceco Jiri Svacina (14-52) 44 anni, collaudatore dal 2004, che ha svolto bene il ruolo di collaudatore, mentre D’Ortenzi, sta pensando di riproporsi contro il nuovo campione, il toscano Eduardo Giustini, che ha scalzato il romano Ivan D’Adamo, finito KO al sesto round a Firenze. Vince con sicurezza anche il giovane superwelter Patrizio Santini (5-1) 21 anni di Ladispoli, che in attesa di prendersi la rivincita con lo stagionato colombiano Gomez Vargas, unico suo vincitore, domina il colombiano Joshua Ocampo (8-3-4), 27 anni, ben quotato in patria, prof dal 2017, alla prima trasferta, che ha sempre subito lungo i sei round, la maggiore precisione e rapidità dell’italiano. Sbrigativo il welter Pietro Rossetti (14-1), 23 anni, che conferma pugni pesanti, spedendo KO al primo round il georgiano Nika Nakashidze (7-15-1), che incamera l’ennesima sconfitta. L’altro superwelter romano Francesco Sarchioto (14-1), 26 anni, unica sconfitta all’esordio nel 2017, contro Cerelli, avrebbe dovuto affrontare il colombiano Eber Tovar (2-0-1), 20 anni, il pari contro Garces, l’avversario di Gasparri, saltato all’ultimo momento, sostituito dal sempre disponibile Giuseppe Rauseo (2-72-5), 41 anni, campano di Benevento, mancino scomodo e rotto a tutte le malizie. Infatti pur perdendo tutti i sei round, non ha mai rischiato contro un avversario più alto e veloce, finendo ai punti, tra gli applausi.                                                                

Di Alfredo

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