di Alfredo Bruno

Copia di DSC_0415Mancava poco più di un minuto alla fine del match quando Sven Paris (+ 27, – 5) è crollato in contemporanea con il getto dell’asciugamano dall’angolo. Il verdetto parla quindi di abbandono, ma la sostanza vera del match è un ko visto che Sven non aveva più niente da dare e che dopo avrebbe  faticato moltissimo a rimettersi in sesto con un gran lavorio da parte del medico e dell’angolo. Il ricovero in ospedale per i dovuti esami è stato d’obbligo quanto tempestivo.


Per certi versi la punizione è stata più pesante del precedente match disputato con Krzysztof Bienias (+38, -3, 16 ko)  il 20 febbraio, dovuta dal fatto che il pugile di casa si era presentato in condizioni migliori e che in alcuni frangenti aveva avuto reazioni rabbiose che hanno creato l’illusione di poter rovesciare le sorti del match. L’illusione di un miracolo che non è avvenuto, ma che si è tramutato per il coraggio del giovane in una vera e propria punizione che avrebbe potuto avere uno sconto con il getto anticipato dell’asciugamano già prima dell’ultima serie, micidiale soprattutto per la passività che Paris mostrava, dopo aver subito fin dall’inizio del round colpi, diventati ancor più micidiali, perché forse neanche più ne intuiva la traiettoria.
Copia di DSC_0573Paris ha tenuto fede al suo appellativo di “Guerriero bianco”, non si è dato mai per vinto, ha incassato e reagito, ha dato tutto quello che poteva fino all’ultimo quando le forze lo hanno abbandonato completamente. C’è anche un altro risvolto: è stata una serata calda dentro e fuori del ring, purtroppo non c’era aria condizionata e il pur bel Palazzetto al Casaleno si è trasformato in una sorta di bolgia dantesca alleviata da litri di acqua bevuta. Sven ha iniziato subito a spron battuto, con una bella “saracinesca” davanti al viso. Il pugile di casa rispolvera anche un buon jab sinistro e Bienias preferisce non avventurarsi negli scambi. Il destro si abbatte sulla mascella del polacco e Oliva si sgola suggerendo di colpire e girare al largo. Il quarto round è ancora più vivace, Paris replica bene con il destro che fa da contraltare al sinistro di Bienias. Dal quinto round la situazione si capovolge e il sinistro del polacco pone il suo timbro inconfondibile sul volto dell’avversario. Paris capisce forse che il match si sta sfilacciando e con rabbia chiude alle corde Bienias tra l’incitamento di un pubblico che non smette di incoraggiarlo e ne capisce le difficoltà. Nel sesto round il “ciociaro” cerca di sorprendere l’avversario, ce la mette tutta per capovolgere la situazione, ma la precisione di Bienias sembra scientifica e un micidiale destro del polacco arriva a segno in contemporanea con il gong. Il sinistro di Bienias è un incubo, ma non è un colpo fine a se stesso e lo dimostra quando Paris viene chiuso alle corde con una serie di una certa efficacia. Nell’ottavo round un sussulto d’orgoglio, e l’allievo di Oliva dimostra di avere ancora risorse da distribuire insieme alla sua rabbia e coraggio. Il pubblico urla e ci crede. Dal nono round la scena è riempita solo da Bienias che infittisce i suoi colpi. Negli scambi l’ultima parola è sempre del polacco. Nel decimo round Paris sbarella sotto l’effetto di un destro al mento. Dalla corta il polacco prova anche con il montante. Un sinistro di Paris illude il suo pubblico, per poco però, perché la stanchezza e la durezza del match svuotano le sue energie per aprire una sorta di autostrada ai colpi inesorabili di Bienias. Siamo al capolinea e lo si capisce da come anche i colpi più semplici del polacco arrivano a segno. Paris dopo il gong dell’11ma ripresa va all’angolo con passo malfermo. Nell’ultimo round i colpi non si contano più e Bienias li carica con la fredda determinazione di chiudere il match prima del limite, come avverrà effettivamente con quel pizzico di indecisione che avrebbe potuto far diventare più lieve la punizione. Quando vola l’asciugamano e Paris sta a terra Bienias esulta e viene beccato dal pubblico con qualche bottiglietta di plastica che vola sorniona nell’aria alla ricerca di un bersaglio. La verità è che il polacco ha esultato per il lancio dell’asciugamano senza conoscere ancora le condizioni del suo indomabile avversario. Alla fine il buonsenso prevale, ma l’amaro in bocca rimane alleviato dall’aria esterna che ritempra il fisico sottoposto ad una sauna che avrebbe dovuta essere fuoriprogramma.
Caldo a parte la serata era stata preparata con cura da parte dei Conti Cavini e di Dheni Paris. Si ventilava l’intervento come guest star di Beppe Grillo, ma invece si è materializzata la figura inconfondibile e simpatica di Lello Arena, in tournèe nella zona. Ci sono state le presentazioni delle autorità istituzionali dal sindaco agli assessori, l’immancabile professor Conte, delegato provinciale CONI. E’ stato un piacere vedere in ruoli diversi due medaglie d’oro alle Olimpiadi e Campioni del Mondo come Nino Benvenuti, telecronista insieme con Mario Mattioli, e Patrizio Oliva all’angolo di Sven Paris. Due bravissimi ballerini ci hanno deliziato e “rinfrescato” con la loro bravura in un tango argentino. L’inconfondibile voce di Debora Tundo ha sparso melodiosamente le note dell’Inno di Mameli. Un capitolo a parte merita Franco Ciardi veramente stoico in giacca e cravatta a fare da speaker o ringannouncer, sconfitto solo, si fa per dire, da un microfono dispettoso.
La serata si apriva con il match tra i piuma Giuseppe Di Micco ( + 3) e il pugile del Marocco Youness Laribi (+ 3, – 2, = 1). Quest’ultimo per la verità aveva credenziali migliori con le sue vittorie su Deidda e Callipo rispetto al pugile di Priverno ancora tutto da scoprire. E dobbiamo dire che questo 22enne ha un po’ sorpreso tutti superando in maniera chiara il suo avversario che tra l’altro è un I serie. La partenza dell’allievo di Marocco era in salita di fronte ad un Laribi che caricava i colpi soprattutto al corpo. Dal secondo round Di Micco inizia un sordo lavoro dalla corta distanza che mettono in allarme l’avversario che sembra aspettare il momento buono per piazzare i suoi colpi efficaci. Il privernate è un rullo compressore instancabile, porta colpi da tutte le parti, molti vanno a vuoto ma non frenano la sua azione. Laribi ha anche un taglio all’occhio sinistro. Non ci sta il marocchino e la sua testa ondeggia pericolosa sul volto di Di Micco. Il match è elettrizzante anche perché il privernate piazza un gancio destro niente male. Nell’ultimo round Laribi cerca di recuperare prendendo l’iniziativa, ma ha più energie l’avversario che conclude il match in attacco portandosi a casa una bella vittoria che fa ben sperare nel suo futuro.
Andrea Di Luisa ( + 5 per ko) contro Endrit Vuka (+ 2, -2) ha messo in luce oltre alla sua riconosciuta potenza anche una freddezza nell’esecuzione fuori del comune. Vuka ha iniziato bene il match, ma appena si è scoperto nel secondo round è stato pescato dal destro del napoletano. Vuka cerca di reagire ma riceve un terrificante destro al mento che accusa. Per il pugile emiliano la vita si complica per una ferita all’occhio sinistro che richiede l’intervento del medico e “il non luogo a procedere”. Poche battute, ma pur sempre utili per farci capire le potenzialità del supermedio dei Conti Cavini.
Copia di DSC_0481Michele Di Rocco (+ 25, -1) fa la sua entrata trionfale da “The King” mentre ad Attila Molnar (+ 14, – 14) spetta l’ingrato ruolo di “caratterista”. Inizia su ritmi blandi il match, ma si ravviva nel secondo round quando un corto destro d’incontro incrocia l’ungherese che va a terra. Quando si rialza Molnar si ripara a stento da una serie abbastanza efficace. Molnar per la verità nel quarto round prova a reagire, ma un’altra serie culminata da un destro corto lo rimanda giù, stavolta definitivamente. “The King”, seguito sempre da Gerardo Falcinelli, appare in discreta forma, lascia un po’ perplessi la sua guardia invitante, ma i suoi colpi sono imprevedibili. In casa Conti Cavini si parla di un match con Bienias per l’Intercontinentale WBO, ma forse sarebbe il caso di puntare decisamenre sul tetto d’Europa.
Sono venuti in molti da Ceccano per tifare a favore di Marino Bucciarelli (+ 6, – 2) che nella serata se la vedeva con una vecchia volpe come Virgil Meleg ( + 5, -35, = 2). Il match non ha certo entusiasmato,  addormentato dall’esperienza dell’ungherese e da una spalla non ancora a posto, che  ha condizionato la prestazione del “ciociaro” lungo l’arco delle sei riprese. La vittoria assegnata a Bucciarelli ha le caratteristiche di un buon incoraggiamento per questo giovane ancora in via formazione.
RISULTATI
Piuma: Giuseppe Di Micco (Conti Cavini- Gattopard – kg. 57,900) b. Youness Laribi (Boxe Promotion 1999 di Cavallari kg. 56, 500) a.p. 6 .  
Supermedi: Andrea Di Luisa ( Conti cavini- Gattopard – kg. 75) b. Endrit Vuka ( Boxe Promotion 1999 di Cavallari kg. 73,900) fer. 2.
Welter: Michele Di Rocco (Conti Cavini – Gattopard. Kg. 66, 500) b. Attila Molnar ( Ungheria – kg. 67,500) kot 4.
Welter: Marino Bucciarelli (Conti Cavini – Gattopard – kg. 68,100) b. Virgil Meleg (Ungheria – kg. 67,800) a.p. 6.
Welter: Krzysztof Bienias (Polonia – kg.66,100) b. Sven Paris (Conti Cavini – Gattopard – kg. 66, 300) abb. 12. Titolo Intercontinentale WBO.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), De Camillis, Di Mario, Bianco. Per il match WBO: Manuel Oliver Palomo, Manu Maritxalar, Paul Thomas, Noel Monnet.
Supervisore: Edoardo Ceccoli.
Medico: dott. Mario Ireneo Sturla, dott. Italo Guido Ricagni.

Di Alfredo

13 pensiero su “Bienias uno scoglio insormontabile per Paris”
  1. no non sono un parente di Oliva, ma uno che rispetta le persone , ese vi interessa , fate una cosa : andate su facebook ,troverete Oliva pronto a rispondervi, soprattutto a chi lo chiama mercenario!!! abbia il coraggio di dirglielo di persona!,e per concludere definitivamente,leggete bene quando uno scrive, io non sono un parente e non lo conosco di persona, ma voi sicuramente lo odiate e aspettavate da tempo un’occasione del genere per denigrarlo.Grazie lidano per aver colto il significato!
    antonio ferrari (Firenze)

  2. Antonio sei un parente di Oliva?…o sei il Samurai che voleva affrontare l’esercito di Cianciscan ( 1 milione di mongoli) da solo?..

    Sono d’accordo con Ernandez, OLIVA !!?? ….MERCENARIO SENZA CUORE

  3. Premesso che il match non l’ho visto e quindi non posso giudicare però qualcosa forse la posso dire. Forse : fare paragoni tra Benvenuti vs Rodriguez e la gara di Paris non sta in piedi poiché sono passati quaranta anni e nel frattempo il pugilato è cambiato. In meglio secondo me . Per quanto riguarda Oliva può darsi che abbia avuto anche lui una serata storta ( venerdì 17) che non abbia saputo “leggere il match” e che la cosa gli sia sfuggita di mano. O forse Oliva sperava in un capovolgimento come quello accaduto durante l’ ultimo match di Fragomeni ribaltato proprio nelle fasi finali del combattimento . Ma Paris non è Fragomeni e tutti possono commettere errori . Anche il bravo Patrizio Oliva .

  4. visto che ami il pugilato ivediti il match Benvenuti \Rodriguez. Benvenuti ha continuato un match con una mascella rotta , una marea di cazzotti presi e alla 11 ripresa ha vinto con un gancio sinistro da manuale(splendido) in un match senza speranze per lui. L’angolo? era da radiare a questo punto, visto l’andamento del mach. Paris non è Benvenuti , ma è un pugile e la boxe è anche questa , amara a volte difficile da interpretare per questo dico: mi meraviglio di chi commentava e che ha passato momenti del genere. A vlte ho notato che è meglio vedere i match in TV senza volume.Ognuno ha la sua opinione ,ma ritengo che Oliva con la sua esperienza e l’affetto che ha per Paris(non dimenticarti che è cresciuto con lui in Nazionale )non avrebbe mai messo in pericolo l’incolumità del suo pugile, anche perchè l’ho visto con i miei occhi(fortunatamente) a bordo ring il 17 luglio.

  5. scusami antonio ma non sono daccordo di come tu giudichi il maestro oliva con poca reponsabilita’ io non sono del pugilato ma con quel poco che ho visto ed il commento fatto da autorevoli che di boxe ne capiscono N.B(BENVENUTI NINO )EX campione del mondo e mattioli che di incontri ne hanno commentati a iosa hanno detto tutto cio’ che la gende in quel momento pensava e non come dici tu di aspettare il pugno della domenica, lo da uno che non sta in quelle condizioni come Sven e se anche tu rivedi l’incontro ti renderai conto che le risposte che dava Sven quando 0liva lo incitava e gli diceva che lo avrebbe fermato lui non si rendeva conto neanche di dove stava era tutto in automatismo sparare colpi percio’ io oliva lo condanno e non ho mai avuto nessun risentimento verso Oliva anzi da pugile lo portavo e non mi sono perso neanche un suo incontro dalla vittoria della sua medaglia alle olimpiadi percio’ deduci tu il mio risentimento verso di lui cmq un grosso in bocca al lupo per Sven che se lo merita tutto e fuori dal pugilato i mercenari che girano attorno ai ring italiani che ce ne sono tanti

  6. stavate tutti aspettando al varco , vero? io ero a bordo ring e il mio parere è proprio opposto al vostro. Che Paris abbia perso è ovvio, ma Oliva si è comportato in maniera corretta ; nel momento in cui un pugile all’angolo risponde in maniera lucida e dice perentoriamente di non permettersi di sospendere ilmatch penso che sia nel pieno delle sue facoltà. Si ricordino anche i match risolti all’ultima ripresa quando ogni speranza era perduta , se un match deve essere fermato al primo intoppo(molti hanno detto che era da fermare alla 7)allora chiudiamo con la boxe.Tanto per la cronaca; l’asciugamano è rimasto incastrato sulle corde quindi ripreso e rilanciato e Paris si è messo da solo sulla barella si è alzato spogliato e steso DA SOLO,la barella gl ha evitato la calca nell’uscita da quel forno di palazzetto.Penso che questa è solo l’occasione per chi non ama Oliva anche come allenatore, di sfogarsi. Questo vale anche per chi ha commentato ilmatch in TV.Questo è pugilato no danza classica!

  7. mi associo con leonard la federazione deve prendere provvedimenti verso di chi era all’angolo di Sven non si domanda ad un pugile se vuole proseguire o meno ma come stavano le cose deveva fermare l’incontro un pugile non dice mai che vuole smettere anche perche’ a quelle condizzioni non era in grado di decidere secondo me e’ stata una vergogna non per Sven perche’ e’ sempre un ragazzo dal cuore d’oro e ci restera’ sempre ma di quel signore che si dice allenatore che secondo me e’ un mercenario del pugilato fuoriiiiiiiiii

  8. be se le cose sono andate così spero che il suo traguardo Paris lo abbai comunque raggiunto ossia, un traguardo che dopo due tenatativi non ha superato. Preparato o non preparato sta di fatto che uno ad un match del genre ci deve arrivare al top se no non gareggia. un top che almeno gli permette di proteggersi o difendersi al meglio durante gli attacchi devastanti dell’avversario.
    è possibile che questo sia il suo limite reale oltre il quale allenato o meno non può andare.
    a volte bisogna essere sufficientemente realisti e pensare che dopotutto vincere non sempre è la cosa migliore per crescere.

  9. Cosa aspetta la Federazione a prendere provvedimenti sul tesserato Patrizio Oliva?…dopo la settima ripresa doveva chiudere l’incontro non chiedere a Paris come stava, è lui che deve fare la risonanza celebrale.

  10. MI DISPIACE DI CUORE PER LA SORTE DEL MATCH.RITENGO OPPORTUNO DIRE CHE PARIS HA AVUTO LA SFORTUNA DI AVERE UN AVVERSARIO DIFFICILE DA BOXARE PER LE SUE CARATTERISTICHE E PER IL SUO TEMPERAMENTO.TANTO DI CAPELLO A BIENIAS ,MA SVEN DEVE CAPIRE COSA VORRA’ FARE IN FUTURO.IL MATCH PRECEDENTE HO VISTO UNO SVEN FUORI FORMA E PRENDERE TROPPI COLPI DA UN PUGILE MEDIOCRE,COME SI FA A FAR AFFRONTARE UN MATCH IMPORTANTE E PREPARARLO IN GIRO DI UN MESE,!MAH… E’ STATO UN MATCH STUDIATO A TAVOLINO CHE NON HA DATO GLI ESITI POSITIVI CHE SI ASPETTAVANO.TROPPI COLPI DRITTI CHE SUBIVA SVEN E NON RIUSCIVA A PARARLI..MI DISPIACE SPERIAMO IN UNA PROSSIMA VOLTA ANCHE SE IL PESSIMISMO E’ DAVVERO TANTO

  11. l’incontro doveva essere bloccato al 7°round;
    il comportamento di Oliva è stato SCONSIDERATO, così si uccidono gli atleti !!!

  12. Mi dispiace per Sven Paris , ma l’incontro non doveva essere riproposto, pessima gestione per un Sven Paris, che negli ultimi due Anni ha un rendimento agonistico alternato.

    Patrizio Oliva seguitava a dire all’angolo a Sven che èra lui ad essere in vantaggio , incredibile!..al massimo aveva pareggiate 2-3 riprese, serviva fargli fare le ultime due riprese? VERGOGNA!!!
    Un Oliva confuso e incapace nella gestione dell’incontro

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