Ad Arezzo, la città dove è nato e risiede Adriano Nicchi, era facile attendersi un grande successo di pubblico, come accadde mesi fa’ a Castiglion Fiorentino quando il ragazzo si aggiudicò la cintura di campione italiano dei pesi superwelter strappandola a Di Fiore. Non c’era dubbio alcuno sul fatto che organizzativamente la manifestazione fosse destinata a brillare degnamente, anche perché fa parte dei festeggiamenti della promoter internazionale per il suo trentennale di attività al servizio del pugilato italiano. Rosanna Conti Cavini e la sua organizzazione hanno dato ancora il meglio di loro in questa riunione messa in piedi con la collaborazione della Boxe Nicchi di Arezzo, il patrocinio del Comune di Arezzo e allestita presso il bellissimo Palasport adesso dedicato al grande e compianto Mario D’Agata, la cui figlia Annamaria è stata premiata durante la serata da Santi Nicchi, patron dell’omonima boxe nonché padre e allenatore di Adriano, con il III° Memorial dedicato al padre. Da notare che la riunione aretina ha visto anche la “prima volta” della Lega Pro Boxe, di cui Rosanna Conti Cavini è vice-presidente, che inizia la sua attività di rilancio del pugilato professionistico proprio da stasera. Per questo esordio sono presenti a bordo ring il direttore generale Dr. Carlo Nori e il segretario generale Dr. Gianluca Saettone.

La serata si apre puntualissima con il programma dei dilettanti, curato dalla Boxe Nicchi del maestro Santi Nicchi, che presenta tre propri pupilli, Mirko Fiorenza, Bruno Checcaglini e Cristian Bennati, opposti rispettivamente a Samuele Rocchi della Fusco Boxing Club, a Adil Laktaoui della Boxe Luminati e a Federico Falsini della Pugilistica Grossetana. I risultati vedono la vittoria di un ottimo Checcaglini, che ha battuto Laktaoui per stop arbitrale a poco dalla fine della terza e ultima ripresa, dopo aver costretto l’avversario al conteggio per ben tre volte, il pari tra Bennati e Falsini e la vittoria di Fiorenza ai punti in tre riprese.  

A curare il sottoclou professionistico è Umberto Cavini, che nonostante le non ancora perfette condizioni di salute non manca mai di lavorare senza sosta e con ammirevole passione. Stasera il matchmaker grossetano ha voluto due interessantissimi giovani amministrati dalla figlia Monia e cui è annunciata una bella carriera, Finiello e Murgia. Il peso leggero ciociaro Vincenzo Finiello, guidato dai maestri Gabriele e Vitale, al quarto match professionistico dopo il titolo Assoluto e Universitario tra i dilettanti, se la vede con un altro italiano, Andrea Scarpa. Quest’ultimo ha una notevole altezza e il maggior allungo da parte sua e inizia girando attorno a Finiello che deve cercare lo spazio per chiudere la distanza e affondare i colpi. Scarpa riesce a piazzare qualche buon colpo da lontano ma Finiello è pericoloso soprattutto con un buon gancio destro. Nella seconda ripresa Scarpa mantiene l’iniziava ma Finiello si fa vedere con un gancio sinistro e una buona azione finale. Dalla terza ripresa il pugile ciociaro inizia pressando di più e i fatti sembrano dargli ragione, con un ottimo lavoro alla figura, nel tempo successivo e nel quinto round soprattutto Finiello intensifica il ritmo ed entra con maggiore continuità nella guardia avversaria di un comunque sempre mobile e validissimo Scarpa, per un match che rimane assai godibile e applaudito dal già numeroso pubblico. La sesta e ultima ripresa è assai emozionante e senza davvero un attimo di tregua, con Finiello che tocca con maggiore potenza, e i due pugili sono lungamente applauditi. Vince ai punti, probabilmente di stretta misura, Vincenzo Finiello. Per il ragazzo di Monia Cavini una vittoria importante anche se non brillantissima, ma comunque utile per guardare al futuro sapendo dove e come intensificare la preparazione. Anche Andrea Scarpa non ne esce certamente ridimensionato e sentiremo ancora parlare di questo ottimo pugile.

Dopo l’intervista a Carlo Nori, il direttore generale della Lega Pro Boxe che ha illustrato le ragioni che hanno dato vita e gli obiettivi dell’organismo stesso, per questioni di tempo e di diretta Rai eccoci arrivati subito al clou della serata, i dieci round del campionato italiano dei pesi superwelter tra Adriano Nicchi, ragazzo che è proprio di Arezzo ed è amministrato da Monia Cavini, e lo sfidante ufficiale, anche lui un atleta giovane ma comunque di grande esperienza, il napoletano Salvatore Annunziata. Per Nicchi è un match delicatissimo perché deve confermare l’ottima impresa e l’impressione destata a Castiglion Fiorentino l’anno scorso e cerare il possibile trampolino di lancio verso tante altre soddisfazioni; per Annunziata è invece la seconda opportunità tricolore dopo il pari tecnico che raccolse tre anni addietro contro l’allora campione Tobia Loriga e dopo alcuni successi in titoli internazionali, così come peraltro successo anche a Nicchi, impegnato invece nel terzo match in carriera con titolo italiano in palio. Enzo Giancamilli è l’arbitro chiamato a dirigere queste dieci riprese, mentre i tre giudici designati dalla Fpi, e osservati attentamente da Giuseppe Quartarone, sono Salvatore Avola, Roberto Di Mario e Antonio Giubelli. Commissario di riunione è Giuseppe Barrovecchio, medico del titolo il dottor Ezio Truppa. Regia Rai affidata a Franco Venditti con la coppia Mario Mattioli-Nino Benvenuti a commentare. Prima del match e dell’Inno di Mameli, salgono le personalità sul ring, l’assessore allo sport del comune di Arezzo Marco Donati, il collega di Castiglion Fiorentino Moreno Pari, il sindaco di Sansepolcro signora Daniela Furlani, il presidente della Provincia Roberto Vasai, il promoter Elio Cotena, Patrizia Contri, il consigliere federale Maria Moroni, Umberto Cavini e una elegantissima Rosanna Conti Cavini, accolta da un diluvio di applausi meritatissimi sempre sulle usuali note di “Rosanna” dei Toto. Arriva sul ring Annunziata e, avvolto da un incredibile entusiasmo da parte del pubblico e da un balletto sulle note di “Smooth Criminal” di Michael Jackson, lo fa anche Adriano Nicchi. Ad accompagnarlo il padre Santi e il fratello Aldo, che tiene alta la cintura di campione. Prima di iniziare bell’abbraccio tra i rispettivi allenatori, Santi Nicchi e Biagio Zurlo.

La prima ripresa vive di una lunga fase di studio e schermaglie, cui cerca di uscire Annunziata con un’azione insistita ma priva di effetti. Nella seconda ripresa si scatena la battaglia: Annunziata alza il ritmo, Nicchi attende il suo turno e tocca con un gancio sinistro e un montante destro poi, improvvisamente, il campione coglie un’incertezza dell’avversario e colpisce con un pregevole gancio sinistro che stende il napoletano. Contato, Annunziata pare anche claudicante, il campione cerca di chiudere ma generosamente l’avversario termina la ripresa. Nel terzo round il napoletano è pienamente recuperato, attacca con convinzione, Nicchi temporeggia e quando attacca si fa pericoloso. Verso la fine del round un doppio scambio reciproco scalda il pubblico e rende il match ancora più spettacolare. E’ una ripresa incerta e di difficile attribuzione. Nella quarta ripresa i pugili sono costretti a rifiatare, i ritmi si abbassano ma si vede comunque buona attività, tra cui un destro di Annunziata e un altro destro da lontano di Nicchi proprio sul gong. Nella quinta ripresa Nicchi prende il controllo totale del match e tocca a ripetizione un Annunziata che comunque sia si getta disperatamente all’attacco. Il pugile di Monia Cavini lo contra con ripetute serie a due mani che disorientano l’avversario. Il tempo successivo vive di nuovo su una fase di grande equilibrio, con Annunziata sempre imperterrito e guerriero ma con un Nicchi che pare in completo controllo. All’inizio della settima ripresa un Annunziata che stava facendo un grande match deve rinunciare ad andare avanti per i problemi alla gamba destra dopo il knock down della seconda ripresa, e il più dispiaciuto pare proprio Adriano Nicchi, che conclude così la sua prima e bellissima difesa. Nicchi conferma la sua classe davanti a un avversario davvero preparato e difficile, che l’aretino ricompensa prendendolo sulle spalle a facendogli tributare un lungo e meritato applauso. Adesso per il ragazzo di Monia Cavini il futuro potrebbe portare un titolo internazionale.

La serata non è finita. Un altro giovane di cui si dice un gran bene è il sardo Alessandro Murgia, che dopo i primi due match a torso nudo torna sul ring stasera contro lo slovacco Valerica Adochitei, che ha disputato un solo match peraltro vincendolo. Murgia deve intraprendere la strada che porta al titolo italiano dei supermedi e per questo Monia Cavini lo presenterà anche nella serata di Cagliari organizzata da Tonino Puddu il 5 agosto e in cui saranno impegnati altri suoi amministrati, cioè Giuseppe Laganà che combatterà per il titolo dell’Unione Europea contro lo spagnolo Lozano, e Michele Di Rocco, il grandissimo talento umbro che prima ancora farà il suo ritorno “in famiglia” combattendo anche a Cecina il prossimo 22 luglio. Testa completamente pelata e fisico bestiale, Murgia inizia con cautela girando attorno all’avversario per colpirlo laddove si crea lo spazio. Adochitei non ci sta a fare l’agnello sacrificale e attacca nel secondo round, il pugile sardo controlla con calma e replica. Il match si mantiene gradevole per i round successivi, anche equilibrato e con poche soste, con Murgia che cerca di venire a capo del buon Adochitei. Nella quarta ripresa lo slovacco è ripreso ufficialmente due volte dall’arbitro Giancamilli perché sputa ripetutamente il paradenti e mostra segni di stanchezza, nel tempo successivo Adochitei ancora non tiene in bocca il paradenti e l’arbitro ancora lo richiama ufficialmente. Per Murgia le cose diventano facili ma Adochitei ancora non molla, perde ancora il paradenti e Giancamilli chiude l’incontro. Per Murgia, pugile da rivedere con curiosità e attenzione, è la vittoria per squalifica dell’avversario al quinto round.

Si chiude così una serata che per Rosanna Conti Cavini è un autentico trionfo, di pubblico e di spettacolo di pugilato davvero incerto e coinvolgente. Per la vice presidente della Lega Pro Boxe è l’ennesima soddisfazione della carriera. Non è difficile pronosticare un altro successo simile alla prossima occasione, il 22 luglio a Cecina per il titolo del Mediterraneo Ibf tra il beniamino locale Floriano Pagliara e l’ungherese Istvan Nagy, con sottoclou prestigioso con la presenza di Rosario Guglielmino, Antonio De Vitis e il ritorno di Michele Di Rocco. 

Andrea Bacci – www.andreabacci.org

 

Di Alfredo

2 pensiero su “Nicchi conserva il titolo”
  1. Ma si sente dire nell giro che umberto cavini sta molto male di salute si dice addirittura che necessiti di dialisi e di un trapianto cardiaco. spero propio che vada tutto per il meglio a questo personaggio colorito e simpatico della boxe.qualche d’uno sa qualche cosa a rigurdo?

  2. A leggere questo articolo tutto sembrerebbe meno che quella ciofeca andata in onda… È ovvio che il sig. Bacci è un bravissimo scrittore.
    Scusate l’opinione forse troppo spontanea…

I commenti sono chiusi.

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